Cos’è l’emofilia

L’emofilia è una malattia rara, di origine genetica ed ereditaria, caratterizzata dalla carenza o da un difetto funzionale di una proteina specifica prodotta nel fegato, denominata fattore della coagulazione.
L’emofilia è una patologia principalmente maschile: è estremamente raro che le donne ne siano colpite, pur essendo portatrici della malattia. Perché ciò accada, il padre deve essere affetto da emofilia e la madre portatrice sana. Molte donne portatrici possono presentare livelli di fattore della coagulazione relativamente bassi e presentare i segni di una emofilia “lieve”.
Nelle famiglie in cui siano presenti casi di emofilia è possibile sottoporre le donne all’analisi del DNA, che si effettua mediante un normale prelievo di sangue, per stabilire se siano portatrici. Nelle gravidanze a rischio è anche possibile effettuare la diagnosi prenatale.

Tipi di emofilia

Ci sono due tipi di emofilia: emofilia A ed emofilia B. L’emofilia A è la forma più diffusa con una prevalenza in Italia di 1 caso ogni 7.000 maschi ed è dovuta alla carenza di Fattore ottavo (VIII).
Nell’emofilia B, spesso definita malattia di Christmas, dal nome della famiglia nella quale è stata identificata per la prima volta, si ha invece una carenza di Fattore nono (IX), con una prevalenza di 1 caso ogni 30.000 maschi. I sintomi delle due forme di emofilia sono praticamente identici e solo in base agli esami di laboratorio o alla storia familiare lo specialista può determinare il tipo di emofilia.
Emofilia A e B sono di solito condizioni ereditarie. In rari casi, l'emofilia può verificarsi senza una storia familiare a causa di una modificazione genetica. Circa il 30% delle persone con emofilia A o B hanno questa forma sporadica

Livelli di gravità

La gravità dell'emofilia di solito dipende dalla quantità di fattore di coagulazione presente nel sangue. La maggior parte dei casi di emofilia sono gravi.
Emofilia grave: il livello del fattore di coagulazione nel sangue è inferiore all'1% del livello normale.
Emofilia moderata: il livello del fattore di coagulazione nel sangue è compreso tra 1-5% del livello normale.
Emofilia lieve: il livello del fattore di coagulazione nel sangue è compreso tra il 5-40% del livello normale.

Le persone con emofilia grave possono presentare frequenti episodi emorragici spesso senza una ragione apparente. Ciò viene denominato emorragia spontanea e si verifica più comunemente nelle articolazioni o nei muscoli. Nelle persone con emofilia moderata gli episodi emorragici di solito sono meno frequenti rispetto alle persone con malattia grave e solitamente non sono presenti episodi emorragici spontanei. I soggetti con emofilia moderata possono manifestare emorragie prolungate dopo un infortunio, un intervento chirurgico o una procedura odontoiatrica. Le persone con emofilia lieve di solito manifestano solo un episodio emorragico prolungato dopo un infortunio grave o un intervento chirurgico e potrebbero non manifestare emorragie spontanee.

Una malattia ereditaria

L'emofilia è solitamente causata dall'eredità di un gene danneggiato o "mutato" dai genitori. Le persone con emofilia non possono produrre una quantità sufficiente di fattore di coagulazione a causa di questo gene danneggiato. I geni che codificano i fattori di coagulazione si trovano nei cromosomi X. Gli uomini hanno solo un cromosoma X mentre le donne ne hanno due. Ciò significa che gli uomini che ereditano il gene danneggiato sviluppano sempre l’emofilia. Se una donna eredita il gene danneggiato, diventa una "portatrice", possedendo una copia del gene danneggiato e una copia normale. Le donne portatrici di emofilia non sono solitamente colpite dalla malattia, anche se alcune presentano sintomi di emofilia lieve, tuttavia possono trasmettere il gene danneggiato ai loro figli.
Quando una madre è portatrice e il padre non ha l’emofilia, c'è una probabilità del 50% che ogni figlio abbia l’emofilia e una probabilità del 50% che ciascuna figlia sia portatrice. Quando invece è il padre ad avere l’emofilia e la madre non è portatrice, nessun figlio erediterà la malattia, ma tutte le figlie saranno portatrici del gene danneggiato.

Ereditarietà dell'emofilia nelle famiglie

Come viene diagnosticata?

La maggior parte delle persone con emofilia ha una storia familiare della malattia che, pertanto sarà sospettata e diagnosticata alla nascita. Se non è presente una storia familiare, come nel caso di persone che hanno la forma sporadica causata da nuove mutazioni genetiche, la diagnosi potrebbe richiedere più tempo. La diagnosi potrebbe anche essere ritardata se la famiglia non è a conoscenza dell'esistenza di una storia familiare. Ad esempio, se le generazioni precedenti nella famiglia hanno avuto solo figlie che sono portatrici senza sintomi o hanno avuto figli che sono deceduti nella prima infanzia per un’emofilia non diagnosticata.
L'emofilia grave viene solitamente diagnosticata nei primi mesi di vita perché può causare emorragie serie fin dalla nascita. Nelle persone con emofilia lieve o moderata la malattia potrebbe non essere diagnosticata per molti anni, talvolta fino all'età adulta, e in alcuni casi potrebbe essere diagnosticata solo per complicanze della chirurgia.
La diagnosi viene eseguita mediante una serie di esami del sangue che misurano il livello dell'attività del fattore di coagulazione. Se vi è una storia familiare nota di emofilia, questo test può essere eseguito durante la gravidanza. È anche possibile eseguire test genetici per valutare la mutazione specifica che causa l'emofilia.

Tipi di emorragia

L’emorragia nelle persone con emofilia può verificarsi in qualsiasi parte del corpo, anche sotto la cute. Gli episodi emorragici all’interno dell’organismo si manifestano più comunemente nelle articolazioni o nei muscoli e possono verificarsi senza una ragione apparente. Questi episodi emorragici spontanei di solito si verificano solo in caso di emofilia grave. Gli episodi emorragici spontanei delle articolazioni colpiscono tipicamente caviglie, gomiti e ginocchia e spesso compaiono intorno all'anno di età, quando il bambino inizia a camminare e a muoversi. I segni e i sintomi degli episodi emorragici nelle articolazioni sono dolore, rigidità, calore, gonfiore e limitazione del movimento. L'emorragia muscolare è solitamente più difficile da osservare: i muscoli si trovano al di sotto della cute e le ecchimosi non sono visibili.
Gli episodi emorragici cerebrali sono rari ma particolarmente gravi in quanto possono causare convulsioni e paralisi. I segni e i sintomi comprendono forte cefalea, rigidità nucale, vomito e confusione. Se si sospettasse un’emorragia cerebrale si consiglia di chiamare un'ambulanza e comunque di contattare un medico in caso di trauma cranico grave.

Se si sospettassero emorragie interne è sempre meglio chiedere consiglio a un medico, specialmente le prime volte, quando non si conoscono tutti i sintomi della patologia.

Nell'emofilia, l’episodio emorragico viene gestito sostituendo il fattore di coagulazione carente. Ciò può avvenire durante un'emorragia (al bisogno) o regolarmente (profilassi) per cercare di prevenire gli episodi emorragici e per consentire alla persona di condurre una vita piena e normale

Gli studi clinici

Come in tutte le aree terapeutiche, ogni nuovo trattamento prima di essere considerato tale attraversa una serie di fasi di studio volte a valutarne la sicurezza d’impiego e l’efficacia.

Sobi insieme alla comunità scientifica è impegnata a creare consapevolezza sull'importanza di generare prove solide a sostegno del reale beneficio clinico e della sicurezza d’impiego dei trattamenti innovativi a emivita prolungata e quindi a incoraggiare la partecipazione attiva e consapevole agli studi clinici. Per questo motivo la nostra Azienda sostiene “Participate to Innovate” un'iniziativa educativa ideata e sviluppata dal Professor Cedric Hermans della Clinica per l'emofilia presso l'ospedale universitario St. Luc di Bruxelles, in Belgio. Obiettivo di “Participate to Innovate” è aumentare la consapevolezza dell'importanza della ricerca nell'emofilia e aumentare l'accesso alle sperimentazioni cliniche a tutte le persone affette da emofilia. Aumentare la partecipazione agli studi clinici significa poter completare in tempi più rapidi gli studi, rendendo disponibile più velocemente qualsiasi progresso nel trattamento delle persone con emofilia.

I trattamenti

Il trattamento dell'emofilia consiste in iniezioni per sostituire il fattore di coagulazione carente. Esistono due tipi di approcci:
profilassi: vengono somministrate iniezioni regolari del fattore di coagulazione per prevenire gli episodi emorragici prima che si verifichino;
al bisogno: vengono fornite iniezioni per arrestare l’emorragia quando è già in atto.
Durante la profilassi saranno eseguite iniezioni regolarmente per assicurarsi di avere abbastanza fattore di coagulazione nel sangue per prevenire un'emorragia. Le linee guida della “World Federation of Hemophilia” raccomandano che la profilassi sia l'obiettivo della terapia in quanto diminuisce il numero di episodi emorragici e protegge dai danni articolari e da un impatto negativo sulla qualità della vita. Inizialmente, le iniezioni vengono eseguite in ospedale o in clinica, ma poi possono essere somministrate a domicilio.

I fattori della coagulazione

Il trattamento sostitutivo con fattori di coagulazione può avvenire con prodotti prelevati da sangue umano donato (denominati "derivati dal plasma") o prodotti in un laboratorio utilizzando cellule speciali (denominati prodotti "ricombinanti").

Sobi ha sviluppato un fattore di coagulazione ricombinante per l’emofilia A, Fattore VIII, e uno per l’emofilia B, FIX.
La particolarità di entrambi è l’emivita prolungata, ossia la capacità di rimanere in circolo nel sangue più a lungo, consentendo una maggiore e migliore protezione della persona con emofilia e, di conseguenza, una migliore qualità di vita.

La tecnologia di fusione Fc

Sobi ha scelto di utilizzare la fusione Fc, una tecnologia volta a prolungare la circolazione nel corpo dei fattori di coagulazione VIII e IX ricombinanti sviluppati rispettivamente per l'emofilia A e per l'emofilia B usando una linea cellulare umana in un ambiente libero da additivi animali e umani. Questi due farmaci sono stati sviluppati fondendo i due fattori alla porzione Fc dell'immunoglobulina G sottoclasse 1 (IgG1), una proteina che si trova comunemente nel corpo umano e che consente alle due terapie di utilizzare un percorso naturale per estendere il tempo in cui la terapia rimane nel corpo (emivita). Sobi e Bioverativ hanno ottimizzato la tecnologia e sono le prime aziende a utilizzarla nel trattamento dell'emofilia, nonostante la tecnologia di fusione Fc sia stata utilizzata per oltre 15 anni soprattutto in oncologia.





Vivere con l’emofilia

Le persone con emofilia solitamente ricevono un trattamento che le protegge dagli episodi emorragici e dal danno che ne deriva. Grazie alle terapie innovative a emivita prolungata, le persone con emofilia possono oggi vivere la propria vita al massimo, senza limitazioni nelle attività che possono compiere, dalle attività fisiche come la pratica di sport, allo svolgimento delle attività quotidiane, come andare a scuola a piedi, senza la preoccupazione che si verifichi un episodio emorragico.

La vita viene prima di tutto

Oggi, grazie alle terapie innovative a emivita prolungata e a una corretta informazione, i bambini nati con emofilia possono avere la stessa durata di vita e la stessa qualità della vita dei bambini non emofilici.





Gli effetti dell'emofilia nel tempo

Le persone anziane che vivono con emofilia A e B, che non hanno iniziato il trattamento con la profilassi in giovane età, hanno spesso disabilità causate da immobilità e dolori articolari che possono influire sulla loro qualità di vita e compromettere la loro autonomia. Tuttavia, per molte persone con emofilia la disponibilità di un trattamento efficace e di una gestione a lungo termine significa avere un'aspettativa di vita normale e una buona qualità della vita